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Grazie all'Osservatorio e alla Mappa è possibile esplorare le pratiche di didattica innovativa con il digitale che si realizzano tutti i giorni in Liguria
Scopri l’Osservatorio dei Progetti Innovativi, la piattaforma regionale per documentare e condividere esperienze di didattica digitale innovativa e conoscere il trend dell'innovazione scolastica.
Il progetto "Dieci piccoli indiani, il film" ha partecipato all'edizione care del Premio Progetto Scuola Digitale Liguria per la categoria "Docente innovatore", nell'ambito della quale si è classificato al secondo posto.
Questo l'abstract del progetto documentato nell'Osservatorio regionale: "Nell'ambito del laboratorio pomeridiano di teatro gli alunni di 2A Vezzano Capoluogo affrontano attività di gioco per comprendere la natura del linguaggio teatrale. In seguito leggono il copione di 'Dieci piccoli indiani' di Agatha Christie insieme alla prof di Italiano, condiviso su Classroom e editato utilizzando Screenplay Formatter. Avanzano candidature per portare in scena i vari personaggi e si dà inizio alle prime prove. Nel frattempo preparano, insieme all'insegnante di Arte, le maschere che verranno indossate da dieci alunni-ballerini e le scenografie. Con l'insegnante di Musica viene realizzata e registrata la canzone per il balletto, il cui testo è tratto dalla versione originale in inglese della filastrocca "And then there were none". Gli alunni affrontano un percorso relativo alla scelta delle inquadrature, preparano lo storyboard, editano il video finale".
Abbiamo intervistato la docente referente del progetto, Irene Vivarelli.
Qual è stato il valore più evidente del progetto?
Dopo il lungo periodo di distanziamento dovuto all'emergenza sanitaria, gli alunni hanno sentito il desiderio di entrare fisicamente a contatto l'uno con l'altro, di vivere insieme emozioni e condividere stati d'animo "in presa diretta". Il linguaggio audiovisivo è diventato così lingua comune, unendoli per uno scopo comune: realizzare un video mettendo a frutto le competenze digitali legate al videomaking acquisite attraverso laboratori, anche promossi da Scuola Digitale Liguria, e percorsi didattici finalizzati. Quelle stesse competenze sono state aumentate, poiché i ragazzi hanno sperimentato nuove tecniche e imparato a gestire gli strumenti in autonomia.
Quale consiglio daresti ai colleghi per semplificare la realizzazione di una buona documentazione didattica?
Creare progettazione didattica è un'attività fondamentale e, anche se può sembrare impegnativa, è l'unica strada per ottenere buoni risultati. Per documentare in maniera rapida e efficace, consiglio al docente di coinvolgere sempre i colleghi e gli studenti. Solitamente la mia progettazione inizia in classe. Con gli alunni condivido le mie idee, mi confronto con loro per avere un primo feedback, raccolgo i suggerimenti e "aggiusto il tiro". Cerco di creare un clima di fiducia reciproca, affinché dal nostro dialogo nascano proposte didattiche di cui possano comprendere il valore. Parallelamente consulto i colleghi e condivido con loro la scheda di progettazione (spesso accompagnata da un'infografica), risorse multimediali, appunti, annotazioni utilizzando sempre strumenti digitali collaborativi (aggregatori di risorse, classi virtuali dedicate al progetto: una "privata", riservata ai docenti coinvolti, una per gli studenti).
Titolo: Dieci piccoli indiani, il film
Anno Scolastico: 2021/2022
Ordine di Scuola: Istituto comprensivo
Tema prevalente: Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico
Scuola: ISA 11 Vezzano Ligure (La Spezia)
Docente: Irene Vivarelli
LINK a DOCUMENTAZIONE: https://tinyurl.com/4hxy3vms
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Il progetto "I materiali e la raccolta differenziata" ha partecipato all'edizione care del Premio Progetto Scuola Digitale Liguria per la categoria "Docente innovatore", nell'ambito della quale si è classificato al terzo posto.
Questo l'abstract del progetto documentato nell'Osservatorio regionale: "I bambini e le bambine della classe 2A della Scuola Primaria di Bogliasco imparano le proprietà dei diversi materiali attraverso un approccio concreto e manipolativo con gli oggetti; muovono poi i primi passi nella piattaforma scolastica avvicinandosi alle funzioni di base di Microsoft Sway, creando in gruppo una semplicissima presentazione. Dopo aver imparato a distinguere i diversi materiali, approfondiscono la raccolta differenziata mediante una lezione capovolta (un video interattivo con EdPuzzle) e il cooperative learning".
Abbiamo intervistato la docente referente del progetto, Claudia Incerti.
Qual è stato il valore più evidente del progetto?
L'attività è un breve percorso che si inserisce in un percorso più ampio di educazione digitale e civica dei piccoli alunni di una classe seconda primaria. Unisce alla familiarizzazione con la tecnologia come strumento di lavoro, la manipolazione e l'operatività, che non possono mancare a questo livello di scuola, e l'apprendimento cooperativo e tra pari, che proposto quotidianamente permette alla classe e ai singoli alunni di costruire gradualmente competenze sociali e collaborative veramente notevoli. Come si può evincere dalla documentazione multimediale sull'Osservatorio, si sono alternati momenti di esplorazione in gruppo di materiali, per attivare conoscenze disciplinari (imparare a distinguere i vari materiali e le rispettive proprietà) con momenti di esplorazione dell'ambiente digitale scolastico con i propri tablet (BYOD), imparando le funzioni base dell'app Microsoft Sway, con cui realizzare un poster digitale collaborativo. Il passaggio intermedio del prodotto cartaceo, aumentato dal QRcode, ha permesso ai bambini di esercitare la padronanza di strumenti su diversi fronti. Nell'affrontare quindi la pratica della raccolta differenziata, hanno lavorato con la struttura cooperativa del Jigsaw, approfondendo le abilità sociali e il peer learning, attraverso una nuova attività manipolativa e affrontando un approccio flipped ai contenuti di apprendimento. In sintesi, il valore di questo piccolo segmento di percorso si può individuare proprio nell'aver proposto agli alunni attività coinvolgenti su più fronti, coniugando gli aspetti del digitale con quelli pratici e manuali, guidandoli verso una sempre maggiore consapevolezza e autonomia nella scelta degli strumenti con cui esprimersi e rendere evidenza dei propri apprendimenti. Per il gruppo classe ha rappresentato un passo ulteriore nella conquista delle competenze sociali.
Quale consiglio daresti ai colleghi per semplificare la realizzazione di una buona documentazione didattica?
La documentazione didattica, per non essere un "peso", dovrebbe far parte del percorso didattico; spesso invece viene percepita come un carico di lavoro ulteriore, svolto solo alla fine, anche a distanza di tempo, per cui è difficile ricostruire tutti i passaggi con precisione. Nel momento della progettazione didattica delle proprie U.d.A. si deve prevedere come raccogliere in itinere i materiali documentativi. Occorre prevedere quali tipi di materiali saranno più adeguati per documentare quel determinato tipo di attività e raccoglierli durante il lavoro, in modo sistematico ed efficiente. Per quanto mi riguarda, i materiali che raccolgo per la documentazione sono gli stessi che utilizzo per la valutazione in tutti i passaggi del percorso didattico, perciò ormai li raccolgo per abitudine. Anche gli studenti possono essere coinvolti nella raccolta della documentazione, spesso realizzano loro i prodotti che documentano l'attività, da un certo livello scolastico in poi.
Personalmente, utilizzo molto video, foto (anche dei vari elaborati e delle fasi intermedie), registrazioni audio, che essendo per uso personale non necessitano di autorizzazioni specifiche. Questo mi dà molti elementi per la valutazione e mi aiuta a ricostruire rapidamente le varie fasi del percorso e a documentarle. Una buona documentazione didattica deve esplicitare in modo chiaro, anche se sintetico, le fasi principali dell'attività, i materiali utilizzati, le competenze attese e i prodotti realizzati. In questo modo può essere veramente utile ai docenti che avessero interesse a riproporla nelle proprie classi.
Titolo: I materiali e la raccolta differenziata
Anno Scolastico: 2021/2022
Ordine di Scuola: Primaria
Tema prevalente: Sostenibilità e ambiente
Scuola: IC Bogliasco-Pieve-Sori (Genova)
Docente: Claudia Incerti -
LINK a DOCUMENTAZIONE: https://tinyurl.com/ydpr55ku
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Il progetto "I can empathize" ha partecipato all'edizione care del Premio Progetto Scuola Digitale Liguria per la categoria "Docente innovatore", nell'ambito della quale si è classificato al quarto posto.
Questo l'abstract del progetto documentato nell'Osservatorio regionale: "Il progetto I can empathize è collaborazione, cooperazione tra scuole di diversi Paesi. I concetti di rispetto, amore, valorizzazione, accettazione, empatia sono sentiti e vissuti dagli alunni in un grande girotondo di amicizia".
Abbiamo intervistato la docente referente del progetto, Oriana Bucci.
Qual è stato il valore più evidente del progetto?
Il valore più evidente del progetto I can empathize è stata la collaborazione tra le scuole di cinque paesi europei: il piano del progetto era molto dettagliato, con attività ben delineate. L'utilizzo di diversi tools ha permesso agli alunni di sviluppare le competenze del XXI secolo, le soft skills. Le attività multidisciplinari hanno portato alla realizzazione di eBooks condivisi, a un prodotto finale, genial.ly, a un Padlet che è stato utilizzato anche durante il lockdows ed è diventato quindi uno strumento per continuare a collaborare e a condividere esperienze di video editing, di tinkering, di Coding, anche oltre la piattaforma eTwinning, e anche dopo aver avuto i riconoscimenti QL nazionale ed europeo nel 2019. Lo spirito è quello di continuare a lavorare in questo modo per il piacere di condividere con empatia.
Quale consiglio daresti ai colleghi per semplificare la realizzazione di una buona documentazione didattica?
Il primo passo è quello di iscriversi alla nuova piattaforma ECAS.EC.EUROPA.EU. L'esperienza eTwinning è molto formativa e motivante. Nel mio caso è stato un trampolino di lancio per superare il burnout, per apprendere le nuove metodologie e fare riferimento ai framework europei, imparare a fare progetto. Learning design può essere un canovaccio da seguire.
Titolo: I can empathize
Anno Scolastico: 2019/2020
Ordine di Scuola: Infanzia, primaria
Tema prevalente: Favorire l'interculturalità
Scuola: IC Maddalena-Bertani (Genova)
Docente: Oriana Bucci -
LINK a DOCUMENTAZIONE: https://tinyurl.com/4tf2ew6n
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Il progetto "Le ville del ponente genovese" ha partecipato all'edizione care del Premio Progetto Scuola Digitale Liguria per la categoria "Docente innovatore", nell'ambito della quale si è classificato al quinto posto.
Questo l'abstract del progetto documentato nell'Osservatorio regionale: "Il progetto, cui hanno partecipato tre classi del quarto anno del Liceo, è stato svolto nell'ambito di un progetto di una rete nazionale di scuole per la diffusione delle metodologie didattiche innovative con l'utilizzo delle tecnologie digitali nell'ambito del PNSD, con capofila l'IIS Boccardi-Tiberio di Termoli (CB). Ogni classe ha seguito un ciclo di lezioni pomeridiane tenute online dal dott. Germano Paini, che ha insegnato agli studenti a creare dei chat bot. Ogni classe, appartenente a un plesso diverso della scuola, si è occupata di approfondire non solo le ville situate sul territorio ma anche la storia del tessuto urbano e delle famiglie proprietarie delle dimore stesse. Con un lavoro di raffinazione a passi successivi, alla fine tutte le informazioni sono confluite in un unico chat bot a cui è possibile accedere sul canale Telegram "Ville ponente_bot" e avviare la navigazione digitando: "Ville ponente > /start"."
Abbiamo intervistato la docente referente del progetto, Enrica Maragliano.
Qual è stato il valore più evidente del progetto?
Il progetto ha consentito agli studenti di conoscere meglio alcuni edifici del territorio limitrofo alla scuola, condividendo le proprie informazioni con i compagni di altre classi situate in plessi diversi e con il territorio: accompagnati dai loro docenti per la parte contenutistica e da un esperto per la parte di realizzazione pratica dei bot, hanno dovuto selezionare e catalogare le informazioni, inquadrandole in una logica condivisa, omogenea per tutti i filoni di indagine (storia delle ville e dei territori di Sampierdarena, di Cornigliano, di Pegli). I nostri allievi si sono cimentati nella realizzazione di chat bot, accostandosi a una logica di programmazione e di automatizzazione esterne al loro curriculum tradizionale, acquisendo competenze trasversali che potranno risultare utili nel loro futuro percorso di studi e lavorativo. Al tempo stesso, il progetto, presentato nelle sue varie fasi a stakeholder del territorio (presidenti e assessori comunali e di Municipi, dirigenti USR, DS, docenti, allievi di istituti comprensivi) ha permesso di far conoscere sia l'attività progettuale sia i risultati ottenuti su scala più vasta, esterna alla scuola.
Quale consiglio daresti ai colleghi per semplificare la realizzazione di una buona documentazione didattica?
Una buona documentazione inizia da una buona progettazione iniziale: coinvolgendo tutti gli attori (altri docenti, studenti, dirigenti, enti esterni) e ascoltando i loro suggerimenti, scrivendo tutto su un file condiviso in modo chiaro e sintetico a partire da un modello standard per l'Istituto. Importante è segnalare quello che non si sa in fase di pianificazione, giungendo gradualmente a sciogliere tutte le indeterminatezze. A consuntivo non resta altro che verificare gli obiettivi e i risultati effettivamente raggiunti, valorizzandone i punti di forza e individuando eventuali problemi che ne hanno ostacolato la realizzazione (permettendo di imparare dai propri errori per le esperienze successive).
Titolo: Le ville del ponente genovese
Anno Scolastico: 2021/2022
Ordine di Scuola: Secondaria di II grado
Tema prevalente: Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico
Scuola: Liceo Mazzini (Genova)
Docente: Enrica Maragliano -
LINK a DOCUMENTAZIONE: https://tinyurl.com/bdhxcphx
Grazie all'Osservatorio e alla Mappa è possibile esplorare le pratiche di didattica innovativa con il digitale che si realizzano tutti i giorni in Liguria
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Il progetto "Classi all'aperto... Perché?" ha partecipato all'edizione care del Premio Progetto Scuola Digitale Liguria per la categoria "Docente innovatore", nell'ambito della quale si è classificato al sesto posto.
Questo l'abstract del progetto documentato nell'Osservatorio regionale: "Analizziamo con secondo la metodologia del problem solving, da cosa nasce, durante e dopo la pandemia, l'importanza di avere classi all'aperto attrezzate. Punti di forza del progetto...".
Abbiamo intervistato la docente referente del progetto, Ornella Capello.
Qual è stato il valore più evidente del progetto?
Il progetto, nato da un'esigenza sentita con gli alunni dopo il periodo di lockdown, ha coinvolto molte competenze disciplinari: progettazione, misurazione manufatti, manipolazione di materiale di riciclo per realizzare il prototipo presentato durante un hackathon di Istituto, alle classi per condividere l'esperienza ed implementarla.
Quale consiglio daresti ai colleghi per semplificare la realizzazione di una buona documentazione didattica?
Iniziare l'attività su una tematica scelta, sentita dalla classe. Metodologie di "circle time", "storytelling", "Problem solving".. Per progettare l'attività, realizzazione partendo dal concreto, da quel che si ha a disposizione nel quotidiano; utilizzo di strumenti e programmi multimediali a disposizione, in genere uso Presentazioni e pacchetto Google, perchè di facile utilizzo per bambini della scuola primaria
Titolo: Classi all'aperto... Perché?
Anno Scolastico: 2021/2022
Ordine di Scuola: Infanzia, primaria
Tema prevalente: Sostenibilità e ambiente
Scuola: IC Albenga II (Savona)
Docente: Ornella Capello
LINK DOCUMENTAZIONE: https://tinyurl.com/4pyxf4az